Compensi per i rimpatri e ostacoli al patrocinio a spese dello Stato: ADU Italia contro il Decreto Sicurezza


 L’Associazione Italiana Difensori d’Ufficio – ADU Italia esprime ferma opposizione alle recenti modifiche introdotte dal Decreto Sicurezza in tema di immigrazione e diritto di difesa. Le norme approvate non rappresentano solo un inasprimento procedurale, ma un vero e proprio attacco alla dignità della professione forense e ai principi dello Stato di diritto.

ADU Italia contesta con forza l’introduzione di un compenso (pari a circa 615 euro) subordinato esclusivamente all’assistenza al rimpatrio volontario del migrante e corrisposto solo all’esito dell’effettiva partenza.

Questa modifica legislativa produce un inaccettabile svilimento professionale in quanto trasforma l’avvocato in una sorta di facilitatore della partenza, un agente del rimpatrio, condizionando il compenso non alla qualità della difesa, ma al raggiungimento di un obiettivo politico.

Si tratta, altresì, di un attacco subdolo al principale requisito che connota il corretto espletamento del mandato difensivo: l’indipendenza. Invero, il difensore deve restare privo di interessi personali rispetto alle scelte dell’assistito. Subordinare la parcella all’abbandono del territorio nazionale lede l’autonomia del legale e ne svilisce la funzione costituzionale.

Il Decreto cancella inoltre l’automatismo per l’accesso al patrocinio a spese dello Stato nei ricorsi contro l’espulsione per i cittadini extra UE.

Il passaggio dal regime di “ammissione ex lege” a quello ordinario, con l’obbligo di documentare preventivamente i requisiti reddituali, finirà col tradursi in un ostacolo insormontabile per chi si trova in condizioni di estrema vulnerabilità, creando una vera e propria barriera all’accesso alla Giustizia di natura etnica. Per molti migranti, infatti, il patrocinio a spese dello Stato è l’unico strumento per ottenere l’assistenza legale qualificata necessaria a far valere i propri diritti davanti a un giudice; senza l’automatismo, il diritto di difesa si trasforma in una mera dichiarazione di principio affermata solo sulla carta.

ADU Italia si unisce allo stato di agitazione proclamato dall’Organismo Congressuale Forense (OCF), ribadendo che l’attività difensiva deve restare libera da qualunque potere e non può essere asservita a scopi amministrativi o di polizia.

Chiediamo con forza al Parlamento, in sede di conversione, di stralciare queste norme che offendono il decoro della classe forense e calpestano i diritti fondamentali degli individui, siano essi cittadini o stranieri.

Resta informato a questo link

Commenti

Post popolari in questo blog

Statuto della A.D.U. - Associazione difensori d'ufficio di Bologna