Raccomandazioni sull’uso dell’intelligenza artificiale nell’amministrazione della giustizia, adottate dal CSM con delibera 8 ottobre 2025
Con delibera dell'8 ottobre 2025 è stata approvata una risoluzione avente ad oggetto le raccomandazioni sull’uso dei sistemi di intelligenza artificiale nel settore giustizia.
In particolare, la delibera, ricostruito il vigente quadro normativo, espone i rischi connessi all’uso di sistemi di IA (intelligenza artificiale) nell’attività giurisdizionale, con particolare riferimento ai seguenti aspetti:
- Allocazione dei server anche in territori extranazionali
- Logica probabilistica degli output generati dai sistemi di IA
- Variabilità della risposta in funzione delle modalità di formulazione del quesito
- Necessità di una costante verifica umana sull’accuratezza e pertinenza delle risposte generate dai sistemi di IA
Sulla scorta di tali basi, la risoluzione si concentra sui margini di utilizzo dei sistemi di IA nell’attività giudiziaria, partendo dal presupposto indefettibile secondo cui l’attività valutativa deve sempre rimanere in capo al magistrato, così che tali sistemi potranno essere utilizzati in attività di supporto, quali ricerche di dottrina, creazione di abstract per l’archiviazione, organizzazione del lavoro, ausilio nelle attività seriali o gestionali, revisione linguistica e traduzione assistita. Maggiori problemi, invece, vengono segnalati con riguardo alle ricerche nelle banche dati di giurisprudenza, ove l’output venga utilizzato come base esclusiva o prevalente nella formazione del convincimento del giudice, atteso il rischio che i sistemi di IA operino una selezione automatica della giurisprudenza suggerendo così orientamenti interpretativi. A tal fine, la delibera sottolinea la necessità che rispetto a tali banche dati vengano verificati l’architettura dei sistemi utilizzati e la trasparenza degli algoritmi di selezione e vi sia sempre il vaglio critico del giudice.
Infine, la risoluzione indica le cautele operative per l’uso dei sistemi di IA:
- Sovranità dei dati e delle informazioni rispetto all’accesso di terzi non autorizzati
- Protezione dei dati e divieto di inserire nei sistemi di IA dati sensibili, riservati o oggetto di segreto investigativo
- Vaglio sulla qualità dei dati di input e dei dati di output
- Necessaria supervisione dell’utente e responsabilità individuale per l’uso dell’IA
Quanto al ruolo del CSM, la delibera individua quali ambiti di intervento: la formazione dei magistrati, la tutela della qualità del lavoro giudiziario sotto il profilo del necessario controllo del magistrato sugli output generati dall’IA, la tutela della centralità del giudizio. Infine, viene auspicata una collaborazione con il Ministero della Giustizia per definire un piano strategico per l’introduzione dei sistemi di IA, con riguardo alla selezione di sistemi “certificati” per l’ambito ad alto rischio, la regolamentazione di una sperimentazione controllata, il controllo periodico dell’impatto dei sistemi di IA, l’interlocuzione con l’avvocatura per la valutazione delle ricadute dell’IA sull’attività processuale
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